Amavo col livore (Lettera alla madre)

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Opera in Finale – Concorso Letterario 2019

 

 
 

A Franco Costabile

Lontano dalla terra avita
ti ho lasciato gechi, madre,
alla sera, per parlare con te
tra muri screpolati e l’ombra
che si infratta tra gli ulivi.
Ho respirato le traiettorie
di disperati e gente afflitta
che sa udire la terra che confabula.
Mezzogiorno di luce spasa,
ho rinnegato la saggina, madre,
posso intravedere il filo che regge
la Terra dei poveri dannati,
imbavagliati tra riti e fame.
Io non rivelo all’altro
nel discorso abituale,
che la Calabria è mia madre,
ma amo te nella carne
tu, che mi volesti erede,
di un paradiso offuscato.
Non so se il sole che qui trovo
è quello vero di Sambiase
che spaccava pure l’idea.

Sfuma il livore che m’anima
e aggiungo acqua rinata
per la rosa nel bicchiere.

Opera in finale

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