I Bronzi di Riace

0

Calabria Contatto è un’Associazione no-profit. Ogni giorno selezioniamo le migliori news e le proponiamo ai nostri lettori in forma totalmente gratuita. Le nostre pagine sono una vetrina a disposizione di chiunque voglia promuovere la cultura, la storia, le tradizioni e le eccellenze di questa splendida ma sottovalutata regione. È un lavoro quotidiano che svolgiamo con passione e dedizione da diversi anni. Se pensi che tutto questo sia utile, se credi che la Calabria abbia bisogno di esser valorizzata, riconosciuta ed apprezzata, aiutaci sostenendo il nostro progetto. Un piccolo contributo manterrà gratuito il nostro sito web e darà voce alla Calabria.


Bronzi Riace Museo Reggio Calabria Contatto

Bronzi di Riace, V sec. a.C.
Fonte Fotografica PH Elisabetta Lapiana

Era il 16 agosto 1972 quando un giovane subacqueo romano, Stefano Mariottini, nel corso di un’immersione nei pressi di Riace Marina sulla costa ionica di Reggio Calabria, notò un braccio che sporgeva dal fondale sabbioso che apparteneva ad una statua bronzea; a poca distanza, vide un ginocchio e la punta di un piede di una seconda statua, interamente ricoperta di sabbia e ghiaia.

Dopo il ritrovamento iniziò la fase di recupero dei Bronzi di Riace, svolta dallo stesso Mariottini assieme ad un gruppo i sommozzatori e, da una prima analisi, le due statue furono attribuite al V sec. a.C. e fu dato loro il nome convenzionale di statua A per la giovane figura di “Eroe”, testimonianza dello stile severo e il nome di statua B per la figura di “Stratego”, di stile classico.

I Bronzi di Riace: cosa rappresentano?

Le due statue rappresentano figure maschili in nudità eroica, il cui armamento (cuffia, elmo, scudo, asta) è andato perduto, al momento del naufragio.

Chi ha realizzato i Bronzi di Riace?

Sono molte le ipotesi e le teorie formulate anche sugli autori delle due statue bronzee; secondo alcuni, il Giovane sarebbe opera di Ageladas di Argo, bronzista della Scuola del Peloponneso, mentre l’Adulto sarebbe stato creato da Policleto, discepolo di Ageladas.

Secondo un’altra teoria il Giovane fu creato dall’Artista Fidia, chiamato da Pericle per la realizzazione dell’Acropoli di Atene. L’Adulto invece dallo scultore attico Alkamenes, allievo di Fidia. Sono molte le analogie con alcune fra le maggiori opere della statutaria greca, attribuibili all’ambiente attico del V sec. A.C. e all’attività giovanile di Fidia.

Secondo un’ultima attribuzione effettuata dall’archeologo siciliano Daniele Castizio, docente di numismatica greca e romana all’Università di Messina e membro del comitato scientifico del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, i Bronzi di Riace erano biondi e dorati e furono realizzati ad Argos, nel Peloponneso. In origine, dunque, probabilmente erano esposti ad Argos, ma dopo la conquista della Grecia e le spoliazioni del 146 a.C. di Lucio Mummio, furono portate nella capitale e qui esposti fino al IV sec. d.C.

L’identità dei Bronzi di Riace

Atene, 476 a.C. In occasione delle feste dette “Grandi Dionisie” venne rappresentata, per la prima volta, la tragedia di Eschilo “Sette contro Tebe”, collegata al Mito di Edipo ed ispirata al conflitto tra Eteocle e Polinice, i due figli maschi nati dal rapporto tra Edipo e la propria madre i quali lottano per contendersi la successione.

Secondo una delle tante teorie elaborate dagli studiosi sull’identità dei due “Guerrieri di Riace” le due statue in bronzo facevano parte di un gruppo – formato in origine da cinque statue – che rappresentava il momento antecedente il duello tra Eteocle e Polinice, fratelli di Antigone, della tragedia “I Sette contro Tebe”. In particolare, il Giovane (Bronzo A), dall’atteggiamento altero, fece pensare ad Agamennone o Tideo; l’Adulto (Bronzo B), più maturo e posato, potrebbe essere Anfiarao, anch’egli membro della spedizione dei Sette contro Tebe.

Le due figure di Eroi obbediscono alla concezione dell’arte e del mondo dell’età classica, età del trionfo della democrazia. L’Artista rappresentava dunque la figura umana attraverso il “naturalismo”, conferendo alla stessa una posizione privilegiata che potesse riflettere la posizione dell’uomo nei confronti dell’universo con cui si misura, in riferimento al proprio ruolo di Essere morale e politico, in cui la visione estetica coincide con una più complessiva visione del mondo. Non di minore importanza è l’aspetto psicologico (dal greco psyché che si traduce con il termine anima) ovvero la capacità di infondere l’anima ad un’opera d’arte.

La Statua A: Il Guerriero

Il personaggio della Statua A, dal carattere guerriero, potrebbe raffigurare Tideo, un feroce eroe della mitologia greca, membro della spedizione dei Sette contro Tebe.

Bronzi di Riace Statua A Guerriero Tideo Calabria ContattoLa capigliatura della Statua A è trattenuta da una fascia ed è rifinita con ciocche lavorate a tutto tondo che scendono lungo il collo. La fronte è corrugata in atteggiamento di concentrazione.

Le ciglia in argento evidenziano la linea degli occhi, le labbra di rame sono socchiuse e lasciano intravedere i denti realizzati in argento. Gli studi hanno evidenziato dei solchi presenti sulla testa che indicano la presenza di un elmo. Si suppone che lungo il fianco destro fosse in origine appoggiata una lancia oltre che uno scudo sul braccio sinistro.

La Statua B: Lo Stratega

Il personaggio raffigurato nella statua B potrebbe identificarsi con Miliziade, l’uomo che aveva affermato il valore della libertà greca contro l’assolutismo orientale, vincendo l’armata persiana a Maratona. Questa teoria è accreditata dall’iconografia tradizionale secondo cui gli strateghi erano raffigurati con l’elmo corinzio. Potrebbe anche raffigurare Anfiarao, altro membro dei Sette contro Tebe.

Bronzi di Riace Statua B Stratega Miliziade Anfiarao Calabria ContattoLa testa della Statua B è vistosamente deformata verso l’alto per fornire l’appoggio ad un elmo corinzio rialzato sul capo. La tecnica ed i materiali utilizzati per le ciglia, gli occhi e le labbra sono gli stessi di quelli utilizzati per la realizzazione della statua A. È verosimile che anche la statua B portasse una lancia data la presenza di un anello di stagno all’interno della mano destra e, sull’avambraccio sinistro, il sostegno di uno scudo.

I Bronzi di Riace al Museo di Reggio Calabria

I Bronzi di Riace, considerati tra le più significative testimonianze dell’arte greca di età classica, sono custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria o Museo Nazionale della Magna Graecia. Sono ancora oggi considerati tra i più importanti esempi di creazione artistica di ogni epoca.

di Caterina Cefaly


Informazioni Utili

Sito Web: Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

GIORNI E ORARI D’APERTURA
Lunedì – Venerdì dalle 9.00 alle 20.00.
Ultimo ingresso ore 19.30.

COSTI
biglietto intero: € 8,00
biglietto ridotto € 5,00

INDIRIZZO
Piazza De Nava, 26 89100 Reggio di Calabria (RC)
0965 61 39 88 (Uffici)
0965 61 76 12
320 71 76 148 (Biglietteria)

Tracce di Magna Grecia

Tracce di Magna Grecia

Articoli Correlati

I tesori scultorei del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Condividi.

I commenti sono chiusi.