“Calabria Contatto” Il progetto di due catanzaresi per fare rete

0

Weboggi.it parla di noi. Un articolo di Adriana Guzzi

Tratto da un articolo di: Adriana Guzzi per Weboggi.it
Articolo originale qui

Un progetto tutto Catanzarese per creare “contatto” nella loro terra di origine. Cesare Dornetti e Giuseppe Guzzi cullano l’idea di fare qualcosa per la loro Calabria. Nasce cosi “Calabria Contatto” un’associazione a capo di progetti di promozione culturale del territorio ma che è soprattutto ideatrice del portale che ne porta il nome.

Come spiega Cesare ” Uno strumento unico nel suo genere. Lo abbiamo pensato come un portale in cui ogni comune abbia il suo spazio, con le informazioni di carattere storico, naturalistico, turistico ed enogastronomico. In più ci sono tutti gli eventi Una volta coperta tutta l’area lo arricchiremo anche con servizi”. Per primo, in un futuro, quello di poter accedere, tramite il portale , alle varie possibilità di trasporto per raggiungere le destinazioni. Un ventaglio che metta in contatto tutte le compagnie private e statali che collegano i diversi punti della regione. Tutti in a portata di click in un unico “luogo” virtuale.

“Per quanto riguarda il turismo , l’idea è quella di trasmettere l’idea del viaggiatore più che del turista, purtroppo in Calabria tranne pochissime realtà che hanno un turismo più evoluto , in molti casi non sappiamo neanche cosa piace alle persone. Lo scopo è quello di mettere a sistema tutte le esperienze positive, e ce ne sono una marea in calabria, che però sono isolate. Noi non saremo un sito di turismo, non abbiamo un hotel e non apriremo un ristorante. Quello che possiamo dare, viste anche le nostre esperienze professionali , è mettere in contatto le risorse che non si conoscono tra loro per creare una maglia unica a servizio di chi vive e visita la Calabria.”

Ragazzi che autofinanziano con i propri stipendi un’iniziativa mossa dalla volontà di creare una rete fatta di cultura e conoscenza ” Nonostante le prime difficoltà , in due anni è cambiato il mondo. L’anno scorso per realizzare il concorso fotografico, gratuito come tutte le nostre iniziative, abbiamo avuto anche qualche difficoltà a trovare proprio il luogo fisico, sembravano quasi diffidenti nei confronti di qualcosa di autonomo e senza supporti di sorta. Quest’anno abbiamo deciso di cambiare “arte” e abbiamo organizzato un concorso letterario. L’aria è proprio cambiata, la fiducia è stata comprovata e abbiamo fatto in un attimo tutto”

Un progetto che coinvolge la collaborazione di giovani direttamente dal territorio, i quali lavorano in una redazione virtuale per arricchire il sito, il sogno che domani si possa creare una microeconomia che annaffia una regione assetata di occupazione.

Quello che stupisce, nelle parole di Cesare, è l’assoluta certezza del raggiungimento degli obbiettivi che si è prefissato con i suoi amici, ogni traguardo che mi espone non ha “SE” ma “quando”. Sembra essere conscio che da queste parti in molti casi bisogni lavorare magari cinque volte di più per fare quello che in altre città ci vorrebbero attimi, eppure, mi confessa ” E allora? Bisogna sforzarsi il triplo?si fa.”

Non mi resta che provocarlo dicendogli che lui questa terra l’ha lasciata ormai 18 anni fa, per cui dall’esterno certe cose possono sembrare più semplici per chi non la vive. Ma il punto per lui è proprio questo, non aver avuto scelta. E anche se da lontano, con una vita strutturata in una regione diversa, il suo cuore e tutto il suo tempo libero sono qui, a lavoro per quella gioia che prova ogni volta quando mette in moto la macchina per tornare.

I numeri ci sono, il sito è nella TOP 5 regionale, i contatti anche, per il loro concorso letterario UBIK è entrata subito nel progetto e uno dei giurati che è uno dei fondatori de La Masnada, rivista letteraria di grande calibro.

La passione anche, Cesare Dornetti è anche autore del libro “La baionetta e il cannone“, testo che attraversa tutte le tappe della grande guerra viste dal Sud, mentre la determinazione di una terra mediterranea sta nella sua frase con cui chiudo questa interessante scoperta “In me nel tempo è maturato il desiderio di fare qualcosa, anche da lontano. Qualcosa che, se ci fosse stata quando io ero lì, mi avrebbe fatto pensare. Voglio poter seminare delle condizioni per cui qualcuno abbia la possibilità che non ho avuto io: quella di scegliere di restare”.

Condividi.

Autore

I commenti sono chiusi.