“Chi ben comincia”: la voce dei protagonisti

0

Un lavoro, frutto della sinergia tra associazioni, scuola ed editoria

Vi ricordate di “Chi ben comincia: incipitiamo”?

Chi Ben Comincia Illustrazione Pavone Calabria Contatto

Illustrazione di Giuseppe Pavone

Calabria Contatto”, dopo avervi presentato “Chi ben comincia: incipitiamo”, portandovi dietro le quinte dei laboratori di scrittura e di illustrazione, torna a raccontarvi del flusso di emozioni generato dal progetto promosso dal comitato catanzarese della ”Società Dante Alighieri” presieduto da Teresa Rizzo.

L’attività progettuale (le cui finalità sono risultate aderenti al bando annuale, diramato dal direttivo nazionale della Società Dante Alighieri che ne ha finanziato la concretizzazione), partendo dalla proposta progettuale redatta dalla docente, conduttrice radiofonica e bookblogger catanzarese, Elisa Chiriano ha diluito lungo i mesi di formazione didattica, parentesi creative, atte a plasmare un libro illustrato, costruito interamente dagli allievi e dalle allieve della classe II D del plesso “Galati”, afferente all’Istituto Comprensivo “Mater Domini” di Catanzaro.

I giovani partecipanti, coordinati dalla prof.ssa Barbara Gullo e guidati per la sezione narrativa dallo scrittore Daniele Aristarco e per il quid grafico dall’illustratore Giuseppe Pavone, in omaggio al proprio nucleo scolastico, hanno scelto di denominare il proprio collettivo artistico “I Galatini”, la cui pubblicazione “Chi ben comincia”, vedrà la luce grazie alla casa editrice catanzarese “La Rondine”, diretta da Gianluca Lucia.

Un lavoro, frutto della sinergia tra associazioni, scuola (L’I.C Mater Domini, rappresentato dalle dirigenti scolastiche Elisabetta Zaccone prima e Rosetta Falbo poi, ha colto fin da subito lo spirito costruttivo dell’iniziativa) ed editoria che pone al centro le emozioni dei giovanissimi e di chi con loro ha interagito.

Daniele Aristarco: quando la scrittura si fa scintilla

Muoversi agevolmente tra le parole, guardando alla narrativa del passato, per parlare a sé stessi e di sé stessi.

Questo il percorso lungo cui Daniele Aristarco, ha condotto studenti e studentesse, che a partire da alcune perle letterarie hanno dato forma a un personale sentiero narrativo. L’autore di racconti e saggi divulgativi rivolti ai ragazzi, pubblicati sia in Italia che in Francia, già insegnante di lettere, drammaturgo e regista teatrale, impegnato nel cinema e in radio, ha tirato per noi le somme di quest’avventura.

<<Con le ragazze e i ragazzi-ha ricordato– siamo partiti dall’incipit di grandi classici, limitandoci a leggerli, a gustarli assieme ad alta voce. Le ragazze e i ragazzi erano liberi di sviluppare la traccia come meglio credevano e, come suggerimento, abbiamo proposto loro di calare quella frase nel loro contesto quotidiano. Molti di loro hanno colto al volo questa possibilità e lo hanno fatto con la generosità e “l’immediata profondità”, tipica dei giovani. Buona parte del loro racconto, quindi, ha virato sulle speranze e le paure, sul rapporto con i coetanei e la famiglia. Soprattutto, hanno dimostrato di non aver alcun timore e di possedere tutti gli strumenti utili a dire “io”. Tutto ciò è stato possibile perché ho incontrato ragazze e ragazzi sereni, abituati a un contesto di ascolto e condivisione. Mi auguro che questo esperimento abbia rafforzato in loro la fiducia nelle possibilità espressive, naturalmente da coltivare e consolidare attraverso un esercizio costante e giocoso>>.

Pur nutrendo una certa ritrosia nel dispensare consigli alla vasta platea giovanile, Daniele Aristarco ci ha anche regalato una preziosa riflessione attorno alle nuove generazioni, quale stimolo a parlare non di loro ma con loro.

<<Le ragazze e i ragazzi- ha rimarcato– cercano una strada ai propri pensieri e spesso intercettano un linguaggio o un contesto che gli consente di esprimersi. Se questo non accade, soffrono. Nella maggior parte dei casi il problema non è dei ragazzi ma del contesto che non li ascolta o non li mette nelle condizioni di sperimentare la libertà espressiva, il gioco dei segni, la condivisione di sogni, paure, idee, progetti. Quando i giovani partecipano ai miei laboratori di scrittura non mi preoccupo di come svilupperanno le proprie capacità, spero profondamente che godano di quell’istante di libertà, dell’ebbrezza del foglio bianco e della lettura condivisa, senza paura di giudizio. In genere, se l’esperienza laboratoriale li colpisce e li fa stare bene, sono poi loro a proseguire, nei modi e secondo i tempi che meglio li rappresentano. Tuttavia, credo che vi sia un solo modo di coltivare la propria passione e cioè, per l’appunto, coltivandola, senza risparmiare un solo briciolo di sé stessi. Soprattutto, senza alcuna preoccupazione di quel che diventerà, visto che molto spesso sono le passioni a sceglierci. E a decidere per noi>>.

Giuseppe Pavone: la potenza espressiva del disegno

La letteratura trova da sempre una diretta affiliazione con il mondo dell’immagine: a coltivarla insieme ai giovani “Galatini” è stato Giuseppe Pavone che (oltre a curare la copertina del volume e di questo articolo) ha assecondato e scovato il genio artistico dei talentuosi eroi.

L’illustratore catanzarese specializzatosi in “Progettazione artistica per l’impresa (graphic design)” all’Accademia di Belle Arti del capoluogo calabro, con all’attivo due mostre personali di arte contemporanea tra il 2017 e il 2018, diversi progetti d’arte e di educazione civica, in collaborazione con varie scuole del territorio calabro nonché la curatela delle illustrazioni presenti nelle pagine del romanzo “Ordo Mortis” dell’autore calabro Salvatore Conaci,  nel ringraziare le maestranze di un progetto svoltosi in un ambiente professionale ed accogliente, ha così “fotografato” la sua immersione laboratoriale.

<<Ogni alunno ha creato- ha ricordato Pavone- la sua illustrazione personalizzata, acquisendo consapevolezza delle proprie capacità in questo nuovo campo. Il percorso progettuale ha costituito un momento essenziale per loro in quanto hanno appreso, seppur in modo generico, le prime ed essenziali basi dell’arte illustrativa. Sul piano strategico ciò ha influito positivamente perché sono stati loro stessi i protagonisti, liberi di esprimersi, in modo creativo ed originale. Ragazze e ragazzi con le loro osservazioni, con l’attenzione prestata, con il loro entusiasmo, mi hanno messo dinanzi a una responsabilità non solo professionale, ma etica e di interazione dialogica, in virtù della quale posso dirmi arricchito da questa esperienza gioiosa, giocosa, improntata sul dialogo, sull’ascolto (anche dei docenti coinvolti) che si è rivelata pur nella sua brevità particolarmente intensa>>.

Sensazioni parallele quelle dell’autore e dell’illustratore cui fa dà specchio il sentire di chi tra i banchi ha assorbito e dato loro tanta energia: gli alunni e le alunne che insieme sono l’anima de “I Galatini”.

Quello che porto con me: il grazie di Gaia e Sofia

Condensare tutti gli umori dei partecipanti di “Chi ben comincia: incipitiamo” sarebbe stato impossibile ma non appena accesi i “microfoni” di “Calabria Contatto”, la voce di Gaia e di Sofia, riflettendo quella di tutti gli autori e illustratori del volume “Chi ben comincia” ci ha travolti con un’onda di sensibile entusiasmo che vogliamo condividere con i lettori.

 <<Grazie a questo progetto- ha affermato, grata Sofia- ho potuto approfondire le mie due passioni: l’arte e la scrittura. Di quest’esperienza mi porterò dietro molte cose positive ma soprattutto le splendide persone che ho conosciuto e i consigli che ci hanno dato. Credo di essere cresciuta mentalmente e di aver avuto la possibilità di sfogarmi attraverso la scrittura. Sono una persona che parla molto ma penso che chi come me ha questo dono (se così posso definirlo per come io lo percepisco) dovrebbe usarlo a suo vantaggio e non a suo svantaggio perché le persone che parlano molto a volte lo fanno senza dare un senso a ciò che dicono oppure sparlano degli altri. Ecco, penso che quest’esperienza le abbia aiutate a crescere.   Ringrazio la mia professoressa Barbara Gullo, lo scrittore Daniele Aristarco e l’illustratore Giuseppe Pavone e tutti coloro   che hanno realizzato il progetto, per questa magnifica opportunità che hanno dato. Spero che molti altri miei compagni la pensino come me>>.

Sentimenti in cui proprio una sua compagna si è riconosciuta:

<<Da questo progetto ho imparato molto- ha confessato entusiasta Gaia. La prima volta che mi sono ritrovata con lo scrittore Daniele Aristarco a parlare di libri o a rispondere alle sue domande, avevo una sensazione di comprensione. Sì, di essere compresa. Perché non sempre troviamo persone con gli stessi gusti nostri in fatto di libri o quantomeno che abbiano letto i gli stessi libri che abbiamo letto noi. Mi interessa il campo della grammatica e della scrittura, quindi ho seguito il progetto con interesse e partecipazione. Quando c’è stato dato il compito di creare un testo o un racconto ero felice perché avevo tante idee in testa. E devo dire che sono molto soddisfatta del risultato. Quando ho visto per la prima volta l’illustratore, Giuseppe Pavone ero curiosa di vedere che cosa sarei riuscita a fare essendo consapevole che in arte pratica me la cavo ma non sono chissà chi. Sono riuscita a stupirmi perché non mi aspettavo di essere capace di fare un disegno come quello finale. Anche l’illustratore è stato in gamba e ci ha anche mostrato dei suoi disegni da quelli più recenti a quelli meno recenti. Alcuni erano realistici e altri più astratti o fantastici. Quelli che mi sono piaciuti di più sono quelli realistici in bianco e nero. Ci ha anche dimostrato e insegnato alcune tecniche di disegno ed è stato molto utile imparare ad usare soprattutto la prospettiva, come rappresentare un oggetto disegnandolo visto dall’alto o di lato oppure da dietro e come realizzarlo in 3D. Per esempio abbiamo dovuto disegnare una scena del nostro racconto e visto che il mio era di genere giallo, drammatico, romantico, mi sono concentrata su queste caratteristiche da importare sul disegno. Ed è piaciuto! Devo dire che mi sono piaciuti anche quelli di alcuni compagni/e di classe nonostante i diversi stili e le diverse tecniche. Queste esperienze e opportunità sono uniche, non capitano spesso quindi bisogna cogliere al volo l’occasione>>.

Cosa accadrà?

Dopo questo turbinio di sollecitazioni vi è venuta voglia di sfogliare “Chi ben comincia”?  Come darvi torto!

Manca davvero poco alla pubblicazione e presentazione del libro scritto e illustrato da “I Galatini”, basterà continuare a seguire questo portale ed i profili social facebook e instagram di “Calabria Contatto” per scoprire come si concluderà il viaggio che se ben comincia, finirà ancor meglio.

Fidatevi e restate connessi!


Calabria Contatto è un’Associazione no-profit. Ogni giorno selezioniamo le migliori news e le proponiamo ai nostri lettori in forma totalmente gratuita. Le nostre pagine sono una vetrina a disposizione di chiunque voglia promuovere la cultura, la storia, le tradizioni e le eccellenze di questa splendida ma sottovalutata regione. È un lavoro quotidiano che svolgiamo con passione e dedizione da diversi anni. Se pensi che tutto questo sia utile, se credi che la Calabria abbia bisogno di esser valorizzata, riconosciuta ed apprezzata, aiutaci sostenendo il nostro progetto. Un piccolo contributo manterrà gratuito il nostro sito web e darà voce alla Calabria.

Condividi.

Autore

Silenziosa osservatrice dalla penna loquace. Classe 1995. Convinta che per raccontare il mondo con spiccata vena poetica occorra conoscerne le dinamiche interne è laureata in Sociologia presso l’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo presso l’Università degli Studi di Messina. Collabora con diverse testate giornalistiche del territorio, scrive per necessità emotiva qualcosa che somiglia alla poesia. Ama la sua Calabria, terra di contraddittoria bellezza.

I commenti sono chiusi.