Outi, una finlandese in Calabria

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Lungo il Selvaggio Viola

Giuseppe Paletta Bagnara Incontri Rubrica Calabria Contatto

Giuseppe Paletta

Nel suo “Mediterraneo”, Braudel ad un certo punto scrive così: …“Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. […]

Tutto questo perché il Mediterraneo è un crocevia antichissimo. Da millenni tutto vi confluisce, complicandone e arricchendone la storia: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi di vivere. E anche le piante. Le credete mediterranee. Ebbene, a eccezione dell’ulivo, della vite e del grano – autoctoni di precocissimo insediamento – sono nate quasi tutte lontano dal mare”… “.

Il cammino e l’incanto

Con queste parole di Braudel in mente, di buon mattino, prendiamo il sentiero che scende fino al mare da Ceramida di Bagnara calabra.

Il Selvaggio viola lo chiamano, o sentiero del vino e dei francesi, per via delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte, che scavarono un tunnel nella roccia che affaccia sul mare, dotandolo di cannoni per difendere dalla flotta Inglese il porticciolo di Bagnara.

Il ripido sentiero regala panorami sensazionali, una vista d’eccezione sull’azzurro con in primo piano la Baia di Rocchi, il porto di Bagnara e l’inconfondibile torre Aragonese di Capo Rocchi, detta anche di Re Ruggero, una antica torre di segnalazione e avvistamento che risale al 1547.

Il sole è a picco sulle uve di Zibibbo e Malvasia, la ginestra colora di giallo l’intero tracciato e la canicola bagna magliette e ti colora il viso come i papaveri dei terrazzamenti. Ogni tanto si sente gracchiare nel cielo, le poiane, i gheppi e i corvi imperiali ci osservano dall’alto. Tra qualche settimana, ci dicono, sarà uno dei siti ideali per godere della migrazione primaverile dei grandi rapaci.

Qui i contadini hanno tirato su famiglie salendo e scendendo da questi dirupi con casse di uva sulle loro spalle o su quelle degli asini imbrigliati. La vista è incantevole, sembra di poter toccare ogni cosa, qui la Costa Viola domina su un paesaggio che ha di fronte le isole Eolie, lo Stretto e la Sicilia.

L’incontro con Outi

Outi Finlandese Giuseppe Paletta Rubrica Incontri Calabria Contatto

Outi, dalla rubrica Incontri di Giuseppe Paletta

A camminare con noi c’è Outi, una finlandese di 76 anni, che piano piano scende meravigliata. Di tanto in tanto ci guarda, si affaccia sul mare e sorride come i primi navigatori greci e fenici.

Come facevano i pescatori, i monaci, i mercanti e i guerrieri. Che partivano dalla foce del fiume Petrace, l’antico Metauoros (oggi Gioia Tauro), per poi giungere fino a Bagnara e, da lì, snodarsi verso i luoghi del mito, Scilla e Glauco fino a Torre Cavallo, Villa San Giovanni, dove si segna la distanza minore tra le due sponde dello Stretto.

Sono i luoghi, da dove è passata la storia e noi dobbiamo proteggerli. Per noi, per chi la viene a visitare, per Outi che della Calabria si è innamorata.
Giuseppe Paletta


Il blog di Giuseppe Paletta

Per saperne di più sulle attività di Giuseppe Paletta, riportiamo il link al suo blog cosmoramatrip:

https://www.cosmoramatrip.com

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