Il pastore errante di Roccaforte del Greco

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Poesia in Aspromonte

L’orologio immaginario della Chiesa di San Salvatore è fermo a quell’ottobre del 1951, quando come una furia cieca la natura ha ripreso il predomino su questo lembo di Aspromonte orientale.

La teda si è spenta e Africo Vecchio, da allora, è adagiato silente in questo ventre impervio.

Monumenti di pietra abbracciati tra loro, mulattiere ripide che comunicano di casa in casa. L’odore sa di erba fresca, l’Aposcifo suona costante e noi ascoltiamo felpati.

Roghudi Incontri Rubrica Calabria Contatto

Foto di Giuseppe Paletta

Valli e montagne annoverano abitati, Chorio di Roghudi, Roghudi, Chorio di Roccaforte del Greco, Roccaforte, San Lorenzo, case abbarbicate sui costoni come le capre dei maestri pastori.

– Giuseppe piacere
– Attinà piacere mio
– e di nome?
– Santoro

È di Roccaforte, oggi è stato come ieri… così per una vita, le capre balzano sulla montagna e lui le chiama da sotto. Lavora con la camicia. L’incontro quando da Roghudi scendiamo verso Roccaforte. È una domenica di fine aprile, il sole è ancora alto e si staglia il mare all’orizzonte.

Santoro parla poco, ma ogni parola è miliare, come le pietre.

Giuseppe Paletta Roccaforte Incontri Rubrica Calabria Contatto

Rubrica Incontri di Giuseppe Paletta

Mi racconta della sua infanzia e della miseria che ha attanagliato questo lembo di Calabria, delle alluvioni e dello sradicamento identitario con lo spostamento sulla costa. La sua vita è stata sempre un sacrificio, pantaloni non lavati e scarpe sporche.

Il mare lo guarda dalla montagna e il cielo rosso dalla finestra quando stringe le capre. È curioso, quanto emozionato. Vuole sapere di me anche di me.

La mia ricchezza è averlo incontrato così, nel bel mezzo della sua giornata di lavoro, per lui è stata una cosa inusuale, per me stupenda.

Lo lascio immaginando che come il pastore dell’Asia di Leopardi, anche Santoro canta alla luna, con i suoi occhi all’insù appena si fa sera…

“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?”

Giuseppe Paletta


Il blog di Giuseppe Paletta

Per saperne di più sulle attività di Giuseppe Paletta, riportiamo il link al suo blog cosmoramatrip:

https://www.cosmoramatrip.com


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