I trofei di Calabria in Versi raccontati da Angelo Ventimiglia

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Una narrazione profonda e appassionante

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Opera compiuta di Angelo Ventimiglia. I trofei per Calabria in versi 2020

L’edizione 2020 di Calabria in Versi vede tra i suoi protagonisti anche l’artista calabrese Angelo Ventimiglia. Dal suo talento e dalle sue mani nascono infatti i trofei dei vincitori del podio del concorso letterario. 

Opere che vanno ben oltre l’esercizio di stile, che scavano nel profondo dell’essenza della nostra terra, nella sua storia e nella nostra identità.

Angelo Ventimiglia racconta le sue opere

Come un narratore che partendo da un luogo comune, percorre il più incredibile dei viaggi, raccontando una storia fatta di luoghi, di emozioni e di persone, io voglio con queste mie opere raccontare la storia della mia terra, la Calabria.

La Calabria in versi… un luogo che di viaggiatori e viandanti è stata testimone, una casa che ha accolto e protetto il susseguirsi di storie di ogni epoca e forma, un avvicendarsi di albe e tramonti ha vergato con fervido rigore i versi di una storia fatta di arte e memoria.

Il mio racconto di questa terra, parte attraverso l’immagine di tre figure, un uomo, una donna e un toro.

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La creazione dei Trofei di Angelo Ventimiglia

Tre basilari figure dal cui intreccio scaturisce la vita. Il toro da sempre simbolo femminile legato alla madre terra e alla fertilità, è un inno alla vita, quella vita che viene generata e nutrita dalla donna,  protetta e custodita da un virtuoso uomo.

L’uomo e la donna apparentemente così diversi ma che nutrono lo stesso ideale, dare e custodire la vita. Due figure che unite formano l’essenza di un solo individuo, custode del genere umano. Come una figura mitologica che si trasforma in metà uomo e metà donna, due parti in equilibrio nel complicato mondo della procreazione.

Nell’anno 1915 un colpo di vanga dato in terra calabrese riportò alla luce un vaso di terracotta contenente trentadue monete di età ellenistica, fonte per me di ispirazione.

Dalla terra dunque viene portata in vita la mia prima opera, a simboleggiare la memoria.

Essa rappresenta un guerriero bretto facente parte appunto del tesoretto di Soverato, attualmente la moneta coniata in epoca Magno Greca viene custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Scolacium a Roccelletta di Borgia (CZ).

La seconda opera raffigura la Dea Atena con il copricapo della Dea Scilla, ritrovata nella colonia di Sibari.

Dopo la distruzione di Crotone nel 446 a. C. viene rifondata la colonia di Sibari, e dunque coniata la nuova moneta, la quale presentava al diritto la dea Atena e al rovescio il toro.

Proprio dal toro si genera la terza opera, come omaggio alla città della Magna Grecia Turii o Turi fondata sul sito della distrutta Sibari nel 444 a. C.

La distruzione avvenne proprio per mano dei crotoniati, ma grazie all’intervento di una figura politica chiave dell’epoca, Pericle, fu fondata la colonia panellenica di Turi, che non si sovrappose alla vecchia struttura della Sibari precedente, ma che sviluppò una sua identità rurale, sulle basi della vecchia cittadina. Con questa opera voglio omaggiare lo spirito conservatore e allo stesso tempo avveniristico che caratterizzava il popolo in quell’epoca. Come a suggellare un’evoluzione della vita.

Queste tre opere hanno in comune un aspetto che le rende uniche e simboliche, il filo rosso del destino. Esso viene ricavato dalla pianta dell’agave.

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Il filo rosso ricavato dalla pianta dell’agave

Una delle leggende popolari della mia terra narra che questa pianta non produce per anni e anni nessun fiore, non genera vita, se non una sola volta prima di morire genera un fiore, denominato fiore della morte, appena esso fiorisce la pianta perde il suo vigore e la sua bellezza andando incontro alla morte.

Questo aspetto chiave e metaforicamente inserito nelle mie opere esattamente come l’essenza della vita. Esattamente come l’uomo e la donna generano vita, perdono il loro vigore nel corso degli anni, andando incontro alla morte.

Il cerchio della vita che si chiude con la morte, e si protrae nell’eterno quando testimonianze tangibili portano alla luce la storia dei tempi che furono.

È dunque ben svelato il filo conduttore delle opere che rappresentano la Calabria in Versi. Un racconto artistico fatto di versi composti da un susseguirsi di albe e tramonti che hanno scritto la storia di questa terra così tenace e bella.

L’artista Angelo Ventimiglia

Angelo Ventimiglia Calabria ContattoAngelo Ventimiglia, nato a Castrovillari nel 1984 e laureato in ingegneria civile, ha abbandonato la carriera tecnica per dedicarsi completamente al richiamo dell’arte. La sua opera è da sempre ispirata alla sua terra, attraverso un’articolata riflessione sull’antica civiltà della Magna Grecia e i suoi valori. Artista metamorfico, Ventimiglia ha colto stimoli e fascinazioni dagli scavi archeologici di Sibari, all’interno del quali ha lavorato. L’artista ha anche curato la nascita, e attualmente ricopre la carica di Direttore, del MaVi (Museo all’aperto di Villapiana). È protagonista di numerose mostre, all’interno delle quali si distingue per l’originalità delle opere e della tecnica utilizzata.

Per saperne di più su Angelo Ventimiglia:

https://angeloventimiglia.wixsite.com/angeloventimiglia/riflessioni

https://www.facebook.com/angeloventimigliaartista/


Calabria in versi 2020: le date da ricordare

3 – 9 agosto 2020: Esposizione fotografica presso la libreria Ubik Catanzaro

12 agosto 2020: Evento finale del Cooncorso Letterario Calabria in Versi 2020, con reading e premiazioni

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