AI, creatività e futuro dell’audiovisivo nell’era dell’intelligenza artificiale
Domenico Gambardella, filmmaker e regista di programmi RAI come Kilimangiaro, Sapiens e Cose Nostre, è stato protagonista di una lezione-evento all’Università della Calabria, dove ha affrontato il tema dell’evoluzione digitale nel filmmaking e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella produzione audiovisiva contemporanea.
L’incontro, dal titolo “Senza fatica: l’illusione della perfezione AI e il futuro del filmmaking”, ha offerto una riflessione approfondita su come le nuove tecnologie stiano trasformando i linguaggi del cinema, della comunicazione e della narrazione visiva.
Il confine tra talento umano e automazione nell’era dell’AI
Durante il dialogo con gli studenti dei corsi di Media e Società Digitale e Scrittura, Immagini e Media Digitali del Dipartimento di Scienze e Politiche Sociali, Gambardella ha raccontato la propria esperienza professionale, attraversando decenni di trasformazioni: dal cinema analogico alla produzione digitale avanzata.
“Giro da decenni e ho visto cambiare strumenti, flussi di lavoro e linguaggi,” ha spiegato il regista. “Adesso, però, sta cambiando qualcosa di più profondo: il modo in cui pensiamo al processo creativo, alla fatica e, soprattutto, all’errore. L’AI ci propone una perfezione levigata che può diventare una prigione per l’originalità se non siamo noi a governarla.”
Il tema centrale dell’incontro è stato il rapporto tra automazione, intelligenza artificiale e creatività umana nel filmmaking, con un’attenzione particolare al rischio di omologazione estetica e perdita di autenticità.
Intelligenza artificiale e futuro del cinema
Gambardella ha invitato gli studenti a utilizzare l’AI come strumento creativo e non come sostituto del pensiero critico:
“Lasciatevi sorprendere. Non fate che l’intelligenza artificiale spenga la vostra testa, ma l’accenda, sfruttandola come una risorsa. Non inseguite la comodità del risultato immediato, ma cercate sempre l’anima di ciò che raccontate.”
Un messaggio rivolto ai futuri professionisti del cinema digitale, della comunicazione e dei media audiovisivi, chiamati a confrontarsi con un settore in rapida trasformazione.
Un ritorno alle radici e alla comunità accademica
Il regista ha inoltre espresso gratitudine per l’invito e per il valore dell’incontro formativo:
“Desidero ringraziare il Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, e il professor Daniele Dottorini per l’accoglienza e per aver promosso un momento di riflessione così vitale. Tornare nella mia terra per parlarne ha un sapore particolare: è un debito di conoscenza che si restituisce a una comunità di talenti che ha il diritto di essere protagonista del cambiamento.”
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