Magna Graecia Food Feast: quando il cinema promuove il territorio

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Abbiamo intrapreso questo viaggio al fianco del Magna Graecia Film Festival, domandandoci come la kermesse dedicata al cinema che dal 29 luglio al 5 agosto 2023 infiammerà Catanzaro (il cui programma in continuo aggiornamento è consultabile sui canali social dedicati alla manifestazione) potesse considerarsi legata al territorio.

La risposta è arrivata proprio dalle radici, quelle capaci di propagare odori e sapori, sfruttando una vetrina d’eccezione.

Battezzato il Magna Graecia Food Feast

Calabria Contatto, in queste giornate di festival andrà alla ricerca della traccia profonda che una prestigiosa iniziativa capace di coniugare intrattenimento e cultura, può lasciare sul territorio perciò ha scavato a modo proprio attorno a questo nuovo tassello aggiuntosi alla ventesima edizione della rassegna.

Si tratta del Magna Graecia Food Feast, un’occasione per far entrare gli ospiti nazionali e internazionali che calcheranno la scena catanzarese in contatto con le prelibatezze dell’enogastronomia calabra, un quid da esportare e valorizzare, come hanno sottolineato nel presentare il progetto  lo scorso 25 luglio alla Cittadella Regionale, il patron del festival, Gianvito Casadonte, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l’assessore all’Agricoltura, Risorse Agroalimentari della Regione Calabria , Gianluca Gallo e il commissario della Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande.

Degustare per conoscere e raccontarne

La tavola e il buon beverage made in Calabria come biglietto da visita di una Regione che possa raccontarsi a partire dai suoi sapori,  stregheranno chi non li conosce e muovendosi oltre confine spiccheranno ancor di più il volo.

Questa la sfida che il Magna Graecia Food Feast vuole lanciare, adibendo per tutte le serate dell’evento mondano un’area degustazione ubicata nell’arena del Porto, nella quale ogni vip potrà sentirsi coccolato dai prodotti made in Calabria e (si auspica) farsi portavoce della loro bontà.

Prime sentinelle di questo esperimento sono state:  il Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria, il Consorzio Cipolla Rossa di Tropea, il Consorzio Clementine di Calabria e Nostrum Bio, le realtà capofila di cordone aziendale che ha fatto del km 0 e della tipicità locale il proprio marchio di fabbrica portando in alto ricchezze per il palato che trovano in Calabria la culla dell’elezione e che se opportunamente valorizzate (come si prefigge questa iniziativa) possono innescare meccanismi economici e turistici virtuosi, di cui i personaggi noti al grande pubblico siano il primo ingranaggio, in qualità di testimoni diretti.

Tra sapori e leggende la verità calabra passa attraverso i prodotti di qualità

Come tutto ciò che è intriso di bellezza anche attorno ai nostri tesori della terra e della cucina aleggiano misteri e origini nebbiose e leggendarie.

Basti pensare a come il Bergamotto abbia ancora dubbia provenienza ma la sua presenza sia accertata già da tempi remoti.

L’origine più accreditata fa riferimento al passaggio di un moro (forse un turco) giunto dalla Spagna che vendette un ramo di bergamotto per diciotto scudi ai signori Valentino di Reggio Calabria.

La famiglia Valentino innestò il ramo su un arancio amaro: venne fuori una forma assimilabile a quella del bergamotto.

Considerato che “Berg a mudi” in turco significa “pera del Signore” questo frutto è già nel nome una vera preziosità  che nel XIV secolo pare fosse indicata con la nomenclatura” limon pusillus calaber”.

Che dire poi della prelibata cipolla rossa di Tropea, il cui seme sarebbe stato piantato per la prima volta nelle campagne di Paghelia  (VV) da un marinaio sconosciuto dando vita alle coltivazioni nel 1807, come se il vento della fortuna avesse baciato questo pezzo di mondo consegnandogli una perla tonda e dolce, i cui metodi di cura e raccolta attirarono pure l’attenzione dell’agronomo Bruno Giordano, che negli anni Trenta fu incaricato dal Governo di esaminarne le peculiarità.

Storia, fantasticheria e immaginazione contribuiscono ad accrescere la fascinazione verso frutti, ortaggi, luoghi ed atmosfere che sono già per natura il più bel film di tutti.


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Autore

Silenziosa osservatrice dalla penna loquace. Classe 1995. Convinta che per raccontare il mondo con spiccata vena poetica occorra conoscerne le dinamiche interne è laureata in Sociologia presso l’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo presso l’Università degli Studi di Messina. Collabora con diverse testate giornalistiche del territorio, scrive per necessità emotiva qualcosa che somiglia alla poesia. Ama la sua Calabria, terra di contraddittoria bellezza.

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