Nello Costabile

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Regista e Pedagogo Teatrale

Note biografiche: Il suo primo approccio alla pratica teatrale è stato con il Piccolo Teatro Cosentino, una compagnia tra l’amatoriale e il semi professionismo, diretta da Franco Monaco, partecipando, in qualità di allievo – attore, agli spettacoli della compagnia nel 1970/1971.

Dopo questa esperienza ha cominciato a sentire la necessità di un approccio più organico alla pratica teatrale e l’esigenza di approfondire i suoi studi, sia a livello pratico che teorico.
Nel 1971 si è trasferito a Roma, dove ha potuto assistere allo sviluppo del fenomeno della cosiddetta avanguardia romana. Nella capitale il suo studio del teatro è stato, come lui stesso ha affermato, essenzialmente audio – visivo, nel senso di vedere tutto il teatro possibile rappresentato in quel momento nella capitale, che era il luogo di passaggio di tutto il teatro italiano. Dopo quella sbornia di spettacoli, ha cominciato a pensare a come continuare il suo apprendistato e come andare in profondità nei suoi studi teatrali. Non solo lo studio della tecnica, ma anche di tutto ciò che poteva contribuire a una formazione completa, come uomo che aveva scelto il teatro per esprimersi nella società contemporanea, e come si era evoluto il ruolo dell’attore a livello antropologico.
Formazione, creazione e ricerca sono diventati da allora per lui inseparabili e quindi da sviluppare nello stesso tempo.

Da qui la decisione di trasferirsi a Parigi, dove ha potuto seguire il lavoro del Théâtre du Soleil, diretto da Arianne Mnouchkine e del CIRT- Centro Internazionale di Ricerche Teatrali, diretto da Peter Brook.
Alla luce di quella che è poi stata la sua esperienza professionale, dovendo individuare i suoi maestri, che più di tutti, per un verso o per un altro, hanno avuto conseguenze importanti sulla sua formazione generale e teatrale in particolare, e che soprattutto hanno influenzato in maniera significativa tutto il suo lavoro successivo, al primo posto ha sempre messo Ariane Mnouchkine e il Théâtre du Soleil, subito dopo Peter Brook. E’ dalla frequenza con questi due maestri del teatro contemporaneo che ha appreso i fondamentali della messa in scena, del lavoro con la maschera, dell’importanza dell’uso del corpo per il lavoro dell’attore.
Nel 1975, due incontri hanno avuto un altro impatto significativo sulla sua formazione teatrale. Innanzitutto, con il Teatro – Laboratorio di Wroclaw in Polonia, diretto da Jerzy Grotowski, dove alla Biennale Teatro di Venezia (unico calabrese) partecipò al “Progetto speciale Jerzy Grotowski”, lavorando con Ludwik Flaszen, il co-fondatore insieme a Grotowski del Teatro-Laboratorio.
Poi, sempre alla Biennale Teatro di Venezia, l’incontro con il Living Theatre, in cui ha stabilito un rapporto di profonda amicizia e collaborazione con Julian Beck e Judith Malina. Fu, infatti, nel 1975 delegato dalla Compagnia all’organizzazione della loro tournée nel sud Italia. Con il Living organizzò un progetto speciale nel 1976 a Cosenza, denominato “Progetto di contaminazione urbana”, al quale partecipò anche la Comuna Baires, importante compagnia argentina.

Intanto, nel 1974 il regista RAI Enrico Vincenti, che stava realizzando una serie di cortometraggi sulle maschere della Commedia dell’arte, gli chiese di partecipare ad uno di questi filmati recitando la maschera del Calabrese, Capitan Giangurgolo, assente dalla scena dal 1650. Nello stesso anno interpretò la maschera nello spettacolo “Bertoldo a corte” di Massimo Dursi, sempre con la regia di Enrico Vincenti.

Gli studi e le ricerche, sviluppati negli anni successivi, sulla maschera di Giangurgolo e sul suo ruolo nella Commedia dell’Arte, fanno, oggi, di Costabile il più importante studioso di questa maschera, come gli viene riconosciuto da due esperti internazionali di Commedia dell’Arte quali Arianne Mnouchkine e Carlo Boso.
Parallelamente al suo lavoro artistico di regista, ha sviluppato, sin dall’inizio della sua carriera professionale, un lavoro di gestione e di direzione di compagnie, di teatri e di festival.

Nel 1975 ha fondato il Centro RAT (Centro di Ricerche Audiovisive e teatrali) che diventerà poi Teatro stabile d’innovazione, la prima compagnia professionale della Calabria, della quale è stato anche direttore artistico dal 1975 al 1979.

Nel 1979 è stato nominato dal Comune di Cosenza, primo direttore artistico e organizzativo del Teatro Comunale “A. Rendano “, dopo il riconoscimento ministeriale quale teatro di tradizione.

Nel 1981 (fino al 1987) ha diretto il CTC – Consorzio Teatrale Calabrese, Teatro Stabile a gestione pubblica della Calabria. È stato, insieme a quello del Teatro Stabile di Bolzano il più giovane direttore di teatro stabile in Italia.

Dal 1994 per una ventina d’anni ha diretto il Centro Teatro Calabria, un teatro d’arte per le giovani generazioni e l’area della disabilità.

Nel corso degli ultimi anni ha sviluppato un rapporto di conoscenza e di collaborazione con network teatrali in particolare europei, che gli permettono oggi di poter coordinare e dirigere progetti internazionali sia a livello di scambi culturali che di coproduzioni.

Nel 2012 è stato tra i fondatori dell’Unione Europea del nuovo teatro popolare, di cui è anche consigliere d’amministrazione, con sede presso il Comune di Versailles. Un network di festival, tra gli altri associati il Festival Off di Avignone, la Rassegna di teatro classico di Siracusa e numerose compagnie e scuole di teatro italiane, francesi, spagnole, portoghesi, finlandesi.

Dopo aver esercitato per qualche anno la sua attività professionale come attore e autore di teatro, si è poi consacrato completamente alla regia e al lavoro pedagogico.

Oggi, il suo lavoro è orientato ad un lavoro di ricerca sulle relazioni trasversali tra le discipline dello spettacolo dal vivo. In questo senso il suo lavoro artistico, di regia e di pedagogia, si è sviluppato e si sviluppa in un confronto continuo con la tradizione, ma anche nell’incontro con le nuove tendenze della scena nel suo senso più largo: il teatro di figura, la maschera, il lavoro gestuale, le arti visive, il nuovo circo, la nuova danza, le nuove tendenze musicali, la riscoperta della marionetta, senza disdegnare le nuove tecnologie informatiche.
È in questo campo più generale che si articola la riflessione sulla base della quale Nello Costabile articola il suo progetto artistico, partendo da tre osservazioni:
1. La creazione contemporanea si articola sempre più in un lavoro di scambio e di confronto fra le arti. Molti artisti sono interessati dalla poetica delle frange, ovvero ogni artista di un genere si interessa alla pratica dell’artista di un genere vicino, trasversalmente. I generi verticali delle arti della scena, come il teatro testuale, il teatro di figura, il circo, il mimo, la danza, la musica, sono esplosi. La creazione contemporanea si pone sempre più in maniera trasversale.
2. Il gesto – inteso nel suo senso più ampio – è uno degli snodi, una piattaforma sulla quale si iscrive la trasversalità fra i generi della scena. In questo nuovo secolo in cui siamo alla ricerca di senso profondo, siamo più attratti da ciò che fa senso, da ciò che dà senso sia nel messaggio che è dato sulla scena sia nella pratica stessa degli artisti.
3. Il gesto, nel suo modo di annullare le barriere del linguaggio, ha la capacità di viaggiare e di viaggiare nel mondo intero, attraverso gli scambi fra gli artisti, ma anche attraverso vere e proprie reti culturali. Infatti, grazie alla sua incarnazione originale attraverso le tradizioni secolari di diverse civiltà e paesi, il gesto prende naturalmente il suo posto tra le espressioni contemporanee e anche nella civiltà dell’immagine.

Il gesto, infatti, è fortemente ancorato alle tradizioni locali, regionali, nazionali e per questa ragione obbedisce a codici culturali molto spiccati. Tuttavia, può avere più facilmente del linguaggio parlato una vera capacità trans-culturale, di annullare le frontiere ed essere un supporto collettivo potente di proiezione dell’immaginario, favorire gli scambi tra artisti e contribuire così, anche nel futuro artistico e culturale, alla costruzione di una coscienza di cittadinanza europea.

Ecco, dunque, le tre assi attraverso le quali si è sviluppato e si sviluppa il suo percorso artistico. Un progetto come luogo o spazio poetico, nel quale incontrare artisti, sia in gruppo che individualmente, al di là della loro provenienza, dalla loro storia culturale e metodologica di ricerca e sperimentazione et con cui ritrovarsi per confrontare le esperienze, i metodi di lavoro, ma anche i generi e le intersezioni strutturali dei settori di ricerca.

Durante la sua carriera professionale ha ricoperto diversi incarichi nazionali: dal 1976 al 1979 è stato componente della Direzione Nazionale AGIS-UNAT Cooperative, dal 1981 al 1987 componente della Direzione Nazionale AGIS-UNAT Teatri stabili. Inoltre, nel 2001ha fatto parte della Consulta Regionale per l’Attività di Promozione Culturale LR 16/85 Regione Calabria.
Nel 2013 l’Ambasciata della Repubblica d’Indonesia gli ha conferimento l’Alto Riconoscimento ufficiale per la promozione del teatro-danza balinese in Italia.
In Francia il suo lavoro di ricerca, di pedagogia e di impegno culturale a livello europeo ha avuto ampi riconoscimenti con il conferimento del Diploma di Stato di Professore di Teatro, rilasciato dall’ERACM-Scuola Regionale d’Attori di Cannes e Marseille nel 2017, della Laurea in Arti dello Spettacolo–Studi Teatrali, rilasciata dall’Università di Rennes2 nel 2019 e del Master in Arti della scena e dello spettacolo dal vivo-Progettazione culturale e artistica internazionale, rilasciato dall’Università di Parigi 8.

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