OLTREMARE Il teatro amplifica la vita

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Amministrazione comunale, operatori culturali, famiglie e giovani attori uniti nel nome della bellezza

Gli allievi della scuola di teatro "Enzo Corea" hanno celebrato l'arte teatrale con il saggio di fine anno

Oltremare- il teatro amplifica la vita

 Come si fa a spiegare il mare a chi non l’ha mai visto? Per quanto si provi, non è possibile descrivere a parole il suo suono, l’odore, le sfumature di blu e verde a seconda del tempo, il suo sapore, le emozioni che si provano al suo cospetto, quando le sue onde sono calme e suadenti o alte e ruggenti”

Questo l’incipit dello spettacolo che  il 22 giugno scorso ha animato  il Teatro Comunale di Catanzaro grazie alla passione di  ROBERTO BIANCOROSSO – IRENE DE SANTIS – MANUEL GERACE – DANIELE GRASSI – DAVIDE GENOVESE – ELENA CRITELLI – GIUSEPPE GUZZO – GAIA CRITELLI – GRACE GIGLIOTTI – SORAYA MESSANGA – ALESSANDRO PALAIA – AURORA PERRI – MARIAFRANCESCA SCOZZAFAVA – GIULIA D’ALTA – COSTANZA LUBELLO – ELISA CAIOLA – CONCETTA TORCHIA – ANDREA BIAMONTE – ANTONIO ROTELLA – CLAUDIA VERGATA – GIULIA GRECO – MARTINO CRITELLI – MARIO ROTELLA – NATASHIA DE SIO – CRISTINA GAGLIARDI – MARIA MANGIACASALE – MARIA GRAZIA CONCOLINO – LAURA CERMINARA – LUIGI GUZZO.

Attori Oltremare Edizione Straordinaria Teatro Mare Rogato Calabria Contatto

PH Ramona Monteverde

Oltremare è il titolo del saggio finale  portato in scena da 30 allievi della “Scuola di Teatro “Enzo Corea” (sede di Tiriolo), sotto la direzione artistica di Salvatore Emilio Corea, ideato e diretto dal responsabile del corso Pasquale Rogato, in collaborazione con il polo Museale di “Tirioloantica”Comunità Cooperativa “Scherìa” e il patrocinio del Comune di Tiriolo che ha avuto come fil rouge proprio il mare, quell’elemento che da sempre evoca nell’essere umano un fascino ambiguo e irresistibile: l’anelito di libertà e avventura misto a paura dell’ignoto e della sua furia implacabile.
Il mare è vita, ma è anche morte, e spesso questo dipende dal chi o dal dove lo si guardi.

È nutrimento per gli uomini che, ingrati, lo sfruttano e lo inquinano senza rispetto, è libertà e spensieratezza, è sopravvivenza, ed è anche la spinta necessaria al volo non solo degli uccelli, ma anche a quello dell’anima, che deve trovare il coraggio di fare il grande salto, quello che permette di trovare la felicità, essendo sé stessi e seguendo la propria natura. Tutti valori questi rappresentati nella “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Sepulveda, messo in scena con entusiasmo e professionalità dai più piccoli allievi tiriolesi di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

La finzione teatrale incontra la realtà esistenziale

Il mare per molti è paura, limite, ostacolo.

Per chi non ha la fortuna di superarlo è tradimento di speranze, sogno che s’infrange, che diventa incubo nero, tomba liquida e anonima.

Per chi riesce ad arrivare è comunque un’esperienza che segna per sempre, perché dietro di lui si lasciano lutti, lontananze, rimpianti, famiglia.

Il secondo atto dello spettacolo ha perciò  visto protagonisti il gruppo dei ragazzi e degli adulti che hanno interpretato una rivisitazione de “La tempesta” di Shakespeare. Temi ricorrenti quindi: la cupidigia, il tradimento e la sete di potere, in nome dei quali vengono commessi terribili crimini anche contro il proprio sangue.

L’epilogo, tutto positivo, ha poi disegnato una parabola lungo la quale, il perdono, la clemenza e il sincero pentimento hanno prevalso sulla sete di vendetta,  suggellando la rappresentazione con la speranza e la consapevolezza che il bene lotta, resiste, non cede mai ed alla fine dei giochi ha sempre la meglio sul male.

Istituzioni, comunità, addetti ai lavori e allievi guardano nella stessa direzione

Grande soddisfazione è stata espressa dal regista Pasquale Rogato, considerato pure come per molti degli attori,  lo spettacolo abbia rappresentato la prima esperienza su un vero palcoscenico e davanti ad un folto pubblico, rimasto anche questo stupito e toccato dalle interpretazioni e soprattutto dalle tematiche trattate.

Una solida realtà quella della Scuola di Teatro “Enzo Corea” che, insieme ai suoi partner, inorgoglisce e arricchisce culturalmente e umanamente tutta la comunità di Tiriolo, fornendo un grande contributo al miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti, con  il prezioso  supporto dell’ amministrazione comunale, nella convinzione che la crescita di una comunità passi anche dal teatro, quale potente mezzo per creare, emozionare e unire le persone.


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Autore

Silenziosa osservatrice dalla penna loquace. Classe 1995. Convinta che per raccontare il mondo con spiccata vena poetica occorra conoscerne le dinamiche interne è laureata in Sociologia presso l’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo presso l’Università degli Studi di Messina. Collabora con diverse testate giornalistiche del territorio, scrive per necessità emotiva qualcosa che somiglia alla poesia. Ama la sua Calabria, terra di contraddittoria bellezza.

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