“Canopi”

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Le opere, realizzate in cera, cartone e capelli rimandano al mondo sacrale egizio.

I Canopi altro non erano che i contenitori atti a contenere gli organi più importanti secondo l’antica tradizione egizia, da custodire post morte. I contenitori realizzati dallo scultore rimandano ad un tessuto epidermico che si adatta allo stesso contenitore. La riflessione parte dall’idea di società liquida di Zygmunt Bauman in cui un eccessivo individualismo ha prodotto una società moderna più fragile.

I punti di riferimento sociali perduti portano alla destrutturizzazione della forma umana concreta che si dissolve divento una sorta di liquidità che si adatta/adagia.
Il tutto diviene così vacillante, incerto e volatile. I Canopi, così concepiti, diventano contenitori della fragilità di un’epoca che ci vede soli, instabili, liquidi e volatili.