Serata all’insegna della storia nel Museo “Mètauros” di Gioia Tauro

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“A passi sulla città: archeologia e stratificazione urbana”

Dal titolo “A passi sulla città: archeologia e stratificazione urbana”, l’evento ha proposto ai visitatori conversazioni itineranti, visite guidate e momenti di lettura dedicati ai bambini.

Ha destato molto interesse l’evento culturale “A passi sulla città: archeologia e stratificazione urbana”, visita guidata a tema proposta dal Museo archeologico “Mètauros” di Gioia Tauro diretto da Simona Bruni.

Nell’occasione, la struttura afferente alla Direzione regionale Musei Calabria guidata da Filippo Demma ha offerto al pubblico una conversazione itinerante, a cura dell’archeologo Riccardo Consoli.

La serata ha previsto due specifici momenti narrativi, il primo all’interno delle sale in cui sono musealizzate le mura medievali – che con l’ausilio di proiezioni video ha permesso di prendere contezza e di toccare quasi con mano la stratificazione medievale della città di Gioia Tauro – il secondo esterno al Museo con la visita alla torre e alle mura di cinta.

“A passi sulla città: archeologia e stratificazione urbana” ha proposto anche l’interessante spaccato culturale “Letture piccine d’estate” dedicato ai bambini, organizzato dal “Mètauros” in collaborazione con la locale Biblioteca comunale e con l’ausilio dei volontari del Progetto ministeriale “Nati per leggere”.

Incastonato nel settecentesco palazzo Baldari situato nel centro storico, il Museo archeologico di Gioia Tauro illustra la storia di Métauros, centro fondato dagli abitanti di Zancle (odierna Messina) per motivi espansionistico-commerciali e passato sotto l’influenza della colonia di Locri nel VI secolo a.C.. Il percorso espositivo propone in prevalenza materiali provenienti dall’area della necropoli scavata nel secolo scorso e che ha restituito anche significative testimonianze di presenze indigene del VII sec. a.C..

Tra i manufatti esposti: aryballoi, alabastra di produzione insulare, vasellame attico a vernice e figure nere, anfore da trasporto tipo SOS. Uno spazio è riservato ai rinvenimenti funerari di età romana (II-III secolo d.C.), quando la città ricomincia a essere abitata dopo l’abbandono in età classica ed ellenistica.


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