Taverna abbraccia la mistica di Paravati

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A Villaggio Cutura una piazza ed un monumento per omaggiare Natuzza Evolo.

Statua Targa Natuzza Villaggio Cutura Sila Calabria ContattoLe estati in cui Mamma Natuzza continuava ad accogliere le voci di tanti che si affidavano alla sua sacra sensibilità, scorrevano lente non troppo lontano dal luogo, Villaggio Cutura, nella presila catanzarese, in cui adesso una piazza ed una scultura sono dedicati al suo nome e alla sua figura.

Alla cerimonia di presentazione dell’opera realizzata dall’artista Silvio Amelio (un busto bronzeo che ritrae la “serva di Dio” in preghiera, con l’inseparabile coroncina fra le mani, del quale ha supervisionato il disvelamento) e del progetto di intitolazione dell’area in cui è collocata, lo scorso 23 agosto, non è mancata la calorosa partecipazione della popolazione, dell’amministrazione comunale, della comunità religiosa e della famiglia di Natuzza, in memoria pure della sua nascita.

Statua Natuzza Evolo Villaggio Cutura Sila Calabria ContattoUn’idea che germogliata nel 2015, ha intercettato il consenso territoriale, civile ed ecclesiale, in ragione del profondo legame che la donna aveva con questi luoghi, come sottolineato dal sindaco di Taverna Sebastiano Tarantino. Luoghi che guardano al suo carisma con la stessa riconoscenza e veridicità di intenti di cui si fa portatrice la fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio della Anime”, presieduta da Pasquale Anastasi nonché la silenziosa fiaccola di vicinanza che ancora oggi brilla tra le mani dei figli (uno di loro Francesco Nicolace ne è stato il portavoce) e dei familiari della Evolo, alcuni dei quali presenti alla giornata.

Un sentimento di commozione è stato manifestato nel prendere parte a questo momento tanto significativo per la Calabria dal sindaco di Sellia Marina Davide Zicchinella e dall’assessore alla cultura della realtà tavernese Clementina Amelio, la quale ha inteso sottolineare il valore di un tale riconoscimento a Natuzza Evolo, volto a seminare l’esempio di umiltà, fede ed empatia di cui in vita ha saputo essere emblema anche tra queste montagne.

Un’intensa parentesi di raccoglimento, ricordo e riflessione in cui l’eco dei dolori di questa terra ha forse trovato riparo nello sguardo amorevole di una mamma, tra terra e cielo.



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Autore

Silenziosa osservatrice dalla penna loquace. Classe 1995. Convinta che per raccontare il mondo con spiccata vena poetica occorra conoscerne le dinamiche interne è laureata in Sociologia presso l’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo presso l’Università degli Studi di Messina. Collabora con diverse testate giornalistiche del territorio, scrive per necessità emotiva qualcosa che somiglia alla poesia. Ama la sua Calabria, terra di contraddittoria bellezza.

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